Cosa sapere prima di depositare il proprio marchio

Per tutelare il nome della tua azienda o di un tuo prodotto oppure di un tuo servizio è buona cosa registrare il tuo marchio. Prima, però, ci sono alcune cose importanti che devi sapere se vuoi evitare qualche buca lungo il cammino. Vediamole assieme. Innanzitutto quando parliamo di marchio di cosa stiamo parlando? Prendiamo la definizione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM): “Il marchio è un segno che permette di distinguere i prodotti o i servizi, prodotti o distribuiti da un’impresa, da quelli delle altre imprese.” Ora, però, vediamo subito perché dovresti depositare il tuo marchio. Infatti non devi vedere quest’operazione solo come un noioso adempimento burocratico per tutelare il tuo nome o il tuo brand ma anche come uno strumento per monetizzare. Infatti il marchio costituisce un capitale e può essere oggetto di operazioni di sfruttamento commerciale tramite la concessione di licenze, di contratti di esclusiva, tramite il merchandising e le sponsorizzazioni. Il marchio ha diverse tipologie, innanzitutto può essere individuale o collettivo. Si parla di marchio individuale (in genere è il caso più comune) quando appartene a una singola impresa o ad una singola persona fisica . Il marchio collettivo si utilizza generalmente quando garantisce l’origine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi. In genere è richiesto da un cosiddetto “soggetto proponente” che può essere una persona fisica o giuridica (solitamente si tratta di associazioni, cooperative o consorzi), per poi essere concesso in uso a quelle singole imprese che si impegnano a rispettare quanto stabilito nel regolamento d’uso. Inoltre fai attenzione in quale categoria rientra il tuo marchio: denominativo, figurativo o misto. Il marchio denominativo è costituito solo da parole, nomi di persona o numeri; il marchio figurativo consiste in una figura o in una riproduzione di oggetti reali o di fantasia; il marchio misto è la combinazione di figure e parole. Vediamo adesso un altro aspetto importante: chi può depositare il marchio? L’articolo n. 19 del Codice di Proprietà Intellettuale (CPI) precisa che “Può ottenere una registrazione per marchio d’impresa chi lo utilizzi o si proponga di utilizzarlo nella fabbricazione o commercio di prodotti o nella prestazione di servizi della propria impresa o di imprese di cui abbia il controllo o che ne facciano uso con il suo consenso”. La registrazione di marchio può essere gestita personalmente dal soggetto interessato oppure affidata ad un legale rappresentante, un consulente in proprietà industriale regolarmente iscritto all’ordine o ad un avvocato iscritto all’albo. In tal senso noi ti consigliamo di rivolgerti all’Avv. Franca Di Bernardo che assiste noi e i nostri Clienti con grande attenzione e professionalità da anni. Con lei abbiamo anche realizzato dei contenuti specifici sul tema. Se hai un abbonamento a Numidio Lab (gratuito o a pagamento), accedi e vai nella sezione “Guide e Report” e vedi “Perché creare il proprio marchio e come tutelarlo”. Un professionista esperto sa guidarti e farti risparmiare tempo e denaro, non solo nelle varie pratiche ma ti consiglia soprattutto come depositare il tuo marchio. Ad esempio: vuoi depositare il tuo marchio per essere tutelato nel territorio italiano, nell’Unione Europea o vuoi procedere con un deposito per un marchio internazionale? Segui i consigli che un esperto – come l’Avv. Franca Di Bernardo – può offrirti ed evita di incappare in inutili perdite di tempo. Andiamo avanti. Photo Credit Canva Pro Cosa occorre fare per registrare il marchio? Innanzitutto, prima di presentare domanda di registrazione di un marchio, è necessario che verifichi alcune cose che ti suggeriamo qui in elenco: Assicurati che il marchio sia conforme alle prescrizioni di legge. Verifica che il marchio non abbia nessuna connotazione negativa, non solo in Italia ma anche in altri Paesi, soprattutto sui tuoi potenziali mercati di esportazione. Controlla che il corrispondente nome di dominio (o indirizzo Internet) sia ancora disponibile per evitare problemi nella tua attività online. Ti consigliamo fortemente di ideare un marchio che sia facile da leggere, da scrivere e da memorizzare e di facile pubblicizzazione su tutti i media. Effettua sempre una ricerca di anteriorità per controllare che il tuo marchio non sia identico o molto simile ad altri precedentemente già registrati. Questa ricerca si fa su apposite banche dati, in particolare per quanto riguarda i marchi italiani si fa tramite il database dell’UIBM. Nota bene: Ricorda che queste ricerche servono per poter avviare una procedura nel modo migliore ed evitare, quanto più possibile, di imbattersi successivamente nell’opposizione alla registrazione del marchio da parte di altri soggetti che hanno già deposito il loro marchio e ravvisano una forte somiglianza con il tuo. In tal senso ti consigliamo di affidarti a degli esperti, almeno per la registrazione del tuo primo marchio. Individua le classi di appartenenza dei prodotti e/o dei servizi per i quali vuoi ottenere la registrazione del tuo marchio. Fai riferimento al sistema internazionale di classificazione dei marchi, meglio noto come Classificazione di Nizza. Ricorda che quest’elenco – che raggruppa le varie categorie di prodotti e servizi – può essere aggiornato e quindi può variare nel corso del tempo. Come effettuare il deposito del marchio? Oggi ci sono varie possibilità per depositare il tuo marchio: puoi depositarlo online, quindi tramite modalità telematica; tramite modalità cartacea presso la Camera di Commercio (CCIAA); oppure tramite modalità postale. Per praticità ti riportiamo qui il link diretto al sito del Ministero con tutte le indicazioni specifiche in base alle tue necessità. Photo Credit Canva Pro Ma quindi, alla fine, quanto costa registrare un marchio? Eccoci al punto che spesso ci chiedono i nostri Clienti. Vedrai che molto probabilmente sorprenderà anche te perché tante persone si immaginano costi molto più alti. Per quanto riguarda i marchi individuali da registrare per l’Italia i costi sono: 101,00 € di tassa di concessione governativa che comprende una classe merceologica inclusa, per ogni altra classe aggiuntiva si pagano 34,00 €; per le domande cartacee ci sono i diritti di segreteria pari a 40,00 € per la ricezione della domanda (inoltre 3,00 € se si desidera ricevere copia del verbale di deposito con certificazione di autenticità + marca da bollo da 16,00 €). imposta di
La Gamification tra educazione e marketing

In un mondo dove si cercano nuovi modi di raccontarsi e farsi notare, fidelizzare e acquisire nuovi clienti, la gamification potrebbe essere la soluzione per molti. Cos’è la Gamification? La definizione più pura di gamification recita: “La gamification è l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e delle tecniche di game design in contesti non ludici”. L’applicazione incrociata delle regole e delle strategie tipiche del gioco può interessare varie aree ed essere utilizzata laddove si desidera comunicare e diffondere un messaggio per scopi personali o aziendali specifici. Lo scopo della gamification è, infatti, quello di indurre e sollecitare un coinvolgimento comportamentale attivo da parte degli utenti, attraverso l’offerta di esperienze coinvolgenti perché basate sul divertimento e la giocosità. In altre parole, i principali obiettivi perseguiti attraverso questo strumento sono: La trasmissione di un messaggio L’attivazione delle persone a partecipare attraverso il compimento di azioni. Questi comportamenti sono indotti rispettivamente al fine di poter comunicare informazioni e avvicinare e fidelizzare gli utenti, creando così una solida community. La gamification è applicabile in diversi campi; non si limita, infatti, solamente al social-business o web-engagement ma può essere applicata in tutte quelle occasioni dove l’obiettivo finale è comunicare e diffondere un messaggio. I campi che secondo noi si prestano di più sono: Salute e benessere E-commerce Educazione E-learning Programmi di fidelizzazione ed engagement Enterprise: migliorare processi interni all’azienda Social learning (apprendimento sociale) Ambiente ed ecologia politiche pubbliche Wellness Photo Credit Canva Pro Come opera la Gamification e quali sono i suoi vantaggi? La gamification, principalmente riguarda l’impegno per influenzare i risultati aziendali. Quando le persone partecipano e si relazionano con la tua iniziativa di gamification, imparano il modo migliore per interagire con la tua attività, i tuoi prodotti, i tuoi servizi e il tuo marchio. L’implementazione di meccaniche ludiche permette di coinvolgere gli utenti nelle attività di servizio offerte. L’utente, in questo caso, non si comporta più come fruitore passivo di informazioni, ma, diventa attivo usando il prodotto sviluppato secondo la gamification scoprendolo e apprendendolo come tu vuoi che apprenda. È dimostrato che un comportamento attivo è molto più efficace di quello passivo, anche dal punto di vista della trasmissione di un messaggio. Incentivando a compiere delle azioni, il messaggio può essere collegato all’azione stessa, racchiudendo così tutto nella medesima esperienza. Un esempio è quello del gioco Oiligarchy, nel gioco che fa parte del genere dei Serious Game sarai portato ad intraprendere la carriera dell’oligarca del petrolio e a dover prendere decisioni non etiche, corrompere governi, provocare guerre e crisi per far sì che il tuo impero sia florido in modo da soddisfare la richiesta petrolifera mondiale. Perseguire questo obiettivo avrà come conseguenza che alla fine del gioco avrai lasciato il pianeta in rovina, destabilizzato governi e intere popolazioni, sabotato le energie rinnovabili solo per i tuoi interessi economici. Facendo così farai passare il messaggio che l’egoismo e la sete di potere e successo sopra ogni cosa ha delle conseguenze sull’intero ecosistema mondiale. Un altro vantaggio di far compiere all’utente determinate azioni è quello di ottenere un feedback sotto forma di dati. Questa raccolta di dati basati sulle azioni compiute all’interno del gioco permette di catalogare gli utenti e capire quali sono i gusti di ognuno, permettendo di concentrarsi particolarmente sul target e/o di cercare di espandere il potenziale bacino d’utenza. Photo Credit Canva Pro Applicazione e vantaggi della gamification nei diversi campi Già da tempo alcune aziende, istituzioni e designer hanno capito il potenziale del gaming associato alla vita quotidiana; questo ha perciò dato vita alla creazione dei primi applicativi che integravano la vita di tutti i giorni a quella virtuale dei videogiochi. Infatti con la diffusione sempre più dirompete dei dispositivi mobile, si è moltiplicata la creazione di applicazioni e videogiochi che favoriscono la viralizzazione dei prodotti. È ovvio perciò che la gamification sia ampiamente utilizzata nel marketing; ecco alcuni tipi di gamification marketing: Transmedia: è la tecnica di raccontare un prodotto con diversi media, così da espandere l’audience e aumentare la portata mediatica del prodotto. Un esempio sono i videogiochi e i film della stessa serie, come per esempio TombRaider. Brandification: è la pratica di inserire pubblicità contestualizzate all’interno di videogiochi. Uno degli esempi più recenti è la pubblicità di Tesla all’interno di un gioco con un grande bacino di utenza e attenzione mediatica come PUBG. Advergame: Gli advergame sono videogiochi che promuovono un particolare marchio, prodotto o messaggio di marketing integrandolo nel template del gioco, creato appositamente per scopi promozionali. Come per esempio il gioco Mc Donald’s. Mc Donald’s è un gioco gestionale, parodia del funzionamento di questa grande catena di ristorazione, in cui il vostro compito sarà quello di portare avanti l’intera industria Mc Donald’s, dal pascolo delle mucche, alla coltivazione della soia, dalla macellazione alla vendita al pubblico. Ma la gamification non è solo utilizzata a scopo di marketing e comunicazione ma è dimostrato quanto utilizzare la gamification a scopo educativo, didattico e aziendale porti enormi vantaggi a livello di apprendimento, sviluppo di senso critico, coesione e team building. Qual è il valore della gamification in azienda? La gamification è la strategia per influenzare e motivare il comportamento delle persone, e questo include anche i dipendenti. La gamification può essere applicata in un ampio spettro di situazioni in cui gli individui devono essere motivati a perseguire azioni o attività specifiche. La gamification sul posto di lavoro può aumentare il coinvolgimento dei dipendenti per migliorare le prestazioni dell’azienda. Un esempio di gamification aziendale è quello di HP: HP, cercava un modo efficiente e funzionale per massimizzare le competenze dei suoi commerciali. Per raggiungere questo scopo, la HP ha lanciato in partnership con la Growth Engineering una app per telefoni con lo scopo di allenare il suo staff sulla cybersecurity; questo ha portato, anche grazie al lavoro di gruppo, a massimizzare il livello di apprendimento. Alla base dell’apprendimento c’era una competizione l’HP Security Cup dove si invitavano i partecipanti a riunirsi in gruppi e a sfidarsi sulle competenze apprese creando delle classifiche a punti. Questo ha favorito un aumento della partecipazione e dell’engagement aziendale. Quindi usare la Gamification può essere uno strumento molto utile per chi si occupa di formazione. La Gamification infatti è un processo che mette al centro la persona, perché permette di stimolare partecipazione e coinvolgimento. Nello specifico la corporate Gamification può essere utilizzata per: Attività formative aziendali, con oggetto tanto le hard skills quanto le competenze soft o trasversali; Più in generale tutti quei momenti in cui è fondamentale lavorare sull’engagement, come la buona diffusione di valori aziendali. Giochi formativi con
SEO vs Annunci a pagamento: qual è la strategia migliore di posizionamento?

Tanti Clienti e tanti utenti ci fanno molto spesso questa domanda: “Qual è la migliore strategia per posizionare il mio sito web in prima pagina su Google?” La risposta non è scontata e fornire un’indicazione assoluta non è così semplice. I fattori da valutare sono molteplici, ma per esperienza e per i tanti dati analizzati nel corso degli ultimi anni, possiamo dire con una certa sicurezza che una strategia SEO porta molti più benefici rispetto ad una strategia di posizionamento basata sugli annunci a pagamento, soprattutto a medio lungo termine. Semplificando, una buona strategia SEO porta molti più frutti sia in termini di posizionamento che a livello economico. I due fattori principali sono: meno dispendio economico: alla lunga pagare Google per essere in prima pagina non è per nulla conveniente; più stabilita nella posizione: una volta acquisita organicamente un’ottima posizione nelle prime pagine, è molto difficile che Google ci tolga da lì; a differenza degli annunci a pagamento che appena vengono stoppati, fanno perdere la posizione in prima pagina. Un esempio pratico? Guarda il video 😉 https://vimeo.com/582860331 Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci informazioni o ricevere una consulenza gratuita su quale strategia di posizionamento scegliere per le tue strategie di marketing o per ricevere un preventivo senza alcun impegno.
Perché WordPress è ancora il miglior CMS in circolazione

Basta citare la clamorosa percentule di siti web creati con WordPress per capire l’impatto che questo CMS ha nel mondo del web. Circa il 40% dei siti web mondiali infatti è sviluppato con WordPress, una mole incredibile di siti, blog e ecommerce che generano milioni di utenti ogni giorno. Ma per decretarlo miglior CMS in circolazione non basta parlare di quantità, bensì concentriamoci sulle tante qualità che offre agli utenti. Percentuale di utilizzo dei maggiori CMS al livello globale Infinite soluzioni di customizzazione Sono praticamente infinite le soluzioni che WordPress ci offre per customizzare il nostro sito web e differenziarlo da quello dei nostri competitor. Grazie ai moltissimi plugin e add-on a disposizione, che applicano al nostro sito web qualsiasi tipo di funzionalità, infatti potremo creare siti web di ogni tipo; da un semplice blog fino ad arrivare al più complesso degli eCommerce! Possiamo ad esempio creare siti aziendali con funzionalità per la raccolta di contatti, oppure siti con area riservata per la condivisione di contenuti privati, oppure piattaforme eLearning per la fruizione di video-corsi o addirittura piattaforme per la configurazione e la preventivazione di prodotti con tante opzioni di design come le automobili. Con wordpress non solo siti vetrina ma anche piattaforme web complesse! Photo Credit Canva Pro Editor e Page Builder per ogni esigenza Una caratteristica fondamentale di un CMS, che molto spesso fa protendere la scelta degli utenti verso uno piuttosto che un altro, è il sistema di creazione delle pagine “Page Building”. Ci sono diversi approcci e funzionalità che caratterizzano i vari CMS; da quelli che utilizzano il sistema Drag ‘n drop, rendendo l’esperienza più semplice e intuitiva, a quelli che utilizzano il più classico e solido editor a Blocchi. L’aspetto fantastico di WordPress è che può utilizzare entrambi gli approcci, basterà scegliere e installare uno dei tanti Page Builder basandosi sul modo di funzionamento. La lista dei Page Builder creati per WordPress è molto lunga, alcuni addirittura scaricabili gratuitamente. Due di quelli gratuiti sono i più utilizzati in assoluto: il famoso Elementor, che utilizza il metodo drag ‘n drop e SiteOrigin Page Builder, che utilizza invece il metodo a blocchi. Differenze Elementor – SiteOrigin SEO & Mobile Friendly! WordPress è senza dubbio il CMS migliore per rendere il nostro sito web SEO e Mobile Friendly, ovvero utilizzabile da qualsiasi tipo di device (mobile/responsive) e ottimizzato per i motori di ricerca (SEO). Questi due aspetti sono fondamentali nel web di oggi. Se un sito web non è ottimizzato per gli smartphone perderà tantissimo traffico, in quanto oltre il 70% degli utenti web utilizza i dispositivi mobili per navigare. Se abbiamo un sito web assicuriamoci immediatamente che sia ottimizzato per questi dispositivi, in ogni sua pagina. Il rischio è perdere oltre il 70% dei nostri utenti. Per quanto riguarda la SEO (search engine optimization) WordPress, per come è costruito, ci semplifica il lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca. Un sito web fatto con WordPress quindi è più semplice da posizionare nelle prime pagine di Google rispetto ad un sito web costruito con un altro CMS. In più per gli utenti esistono diversi plugin gratuiti che ci guidano nell’ottimizzazione SEO del sito, rendendo il lavoro ancor più semplice. Uno su tutto il meraviglioso plugin Yoast SEO. Woocommerce, il plugin che rende il tuo sito un vero e proprio eCommerce Nel novero degli aspetti fondamentali di WordPress non può mancare il plugin Woocommerce. Una vera manna dal cielo per chi vuole realizzare una piattaforma eCommerce con WordPress. Questo plugin con i suoi molteplici add-on ci permette di realizzare un eCommerce partendo dal core di WordPress. La semplicità di utilizzo è disarmante e permette anche ai meno tecnologici di crearsi un proprio shop online, iniziando a vendere i propri prodotti. In pochi minuti possiamo caricare i nostri prodotti e scegliere il modo in cui venderli e farci pagare. Possiamo infatti scegliere i metodi di pagamento, gestire le spedizioni e la fatturazione, catalogare e gestire le varie gamme di prodotti e tanto altro. Insomma un tutto in uno incredibilmente semplice da utilizzare. Woocommerce website Note dolenti (poche ma importanti) Qualche nota dolente di WordPress dobbiamo tenerla in considerazione se vogliamo affidarci a questo CMS per realizzare il nostro sito web o quello di nostri clienti. Note dolenti (poche ma importanti) Qualche nota dolente di WordPress dobbiamo tenerla in considerazione se vogliamo affidarci a questo CMS per realizzare il nostro sito web o quello di nostri clienti. Sicurezza Su tutte, a mio avviso, troviamo la grande predisposizione che WordPress ha nel farsi colpire da attacchi hacker e da malware. La principale causa di ciò è la grande popolarità che ha WordPress e quindi il numero elevato di potenziali obiettivi degli hacker. Solitamente essi sono a caccia di credenziali di accesso da scambiare in cambio di soldi, codici e dati delle carte di credito degli utenti che fanno acquisti online e la modifica del sito web affinchè rimandi ad un sito web terzo per generare traffico. Soprattutto se abbiamo un sito web in cui avvengono pagamenti online, oppure un sito con il quale trattiamo una mole considerevole di dati, dobbiamo assolutamente predisporre il sito affinchè sia tutelato da questi potenziali attacchi. Per fortuna, anche per questo aspetto, ci vengono in soccorso numerosi plugin che rinforzano la sicurezza del nostro sito web. Un altro fattore che rende WordPress vulnerabile è il codice sorgente che è OpenSource, quindi scaricabile gratuitamente e facilmente modificabile per aprire buchi di ingresso nei siti web. Usabilità per i neofiti Un’altra piccola nota dolente che è bene citare, è la macchinosità di questo CMS per gli utenti neofiti che potrebbero impiegarci un po’ più di tempo per capire bene il funzionamento del software e dei vari plugin. Basterà però visionare qualche tutorial o consultare uno dei tantissimi blog che parlano di WordPress per imparare tutte le funzioni principali e destreggiarsi con questo meraviglioso CMS. Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci maggiori informazioni su questo software o più in generale su come costruire un sito web o per ricevere un preventivo personalizzato, gratuito e senza alcun impegno.
Il mezzo è già il messaggio

In questo momento molto probabilmente stai leggendo queste righe tramite uno smartphone o il desktop di un computer e stai navigando online. Il “medium” – ovvero il mezzo – che sto utilizzando per lanciarti questo messaggio in bottiglia è Internet. Scegliere lo strumento tramite il quale veicolare i nostri messaggi e i nostri contenuti è fondamentale per essere efficaci nella comunicazione. La frase “il mezzo è il messaggio” è di Herbert Marshall McLuhan (1911-1980) che è stato uno più grandi studiosi della comunicazione sociale. Eccolo in una foto da giovane. Herbert Marshall McLuhan (1911-1980) La condivisione di questa foto d’epoca già di per sé ti ha suggerito qualche tipo di messaggio… Sicuramente ti consiglio di studiare il suo pensiero perché ha introdotto concetti attualissimi e molto importanti come quello di “media caldi” e “media freddi” oppure il tema del “villaggio globale”. Innanzitutto chiariamo un punto importante. Non stiamo parlando dell’estetica del messaggio o del contenuto del messaggio. Cioè, per intenderci, immagina di trovarti di fronte ad un ristorante con affisso fuori un cartellone spiegazzato con su scritto a mano sbrigativamente “Oggi solo acqua fresca!” Se vogliamo analizzare il mezzo non stiamo parlando del testo o di eventuali errori di grammatica, ci stiamo riferendo proprio al “medium” che il ristoratore ha utilizzato per comunicare, ovvero un cartellone con un testo scritto a mano. Che cosa ci comunica subito questo mezzo di comunicazione? Probabilmente che quel ristorante non è proprio un locale dove gusteremo dei piatti di alta cucina. Attenzione! Magari ci stiamo sbagliando ma istintivamente questo è il messaggio che ci arriva e probabilmente ancora non abbiamo letto il testo “Oggi solo acqua fresca!“. Ma anche se il testo fosse un ricco menù ben scritto, stiamo sempre parlando di un cartellone spiegazzato. Qualsiasi cosa scriveremo, molto probabilmente, non attirerà più l’attenzione del nostro pubblico. Photo Credit Canva Pro Il mezzo ha già inviato un messaggio più potente del contenuto della nostra comunicazione. Se utilizzi il giusto mezzo di comunicazione, il beneficio principale è intercettare il tuo pubblico di riferimento e stabilire fin da subito un giusto approccio nei confronti di quello che offri. Ogni media assolve ad una funzione diversa. Ad esempio la televisione, spesso, ha il ruolo di rassicurare e di fare compagnia ai telespettatori. Questo aspetto indica già una funzione ben precisa, soprattutto di alcuni programmi, e ci deve far riflettere se quel mezzo sia adatto o no a veicolare la nostra comunicazione. Insomma, usare un mezzo inappropriato è già di per sé un grave errore di comunicazione che non ci si può permettere. Quali sono i mezzi di comunicazione che utilizzi per veicolare il tuo messaggio? Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci maggiori informazioni o per ricevere un preventivo personalizzato, senza alcun impegno.
Artlist: musiche e suoni per i tuoi video

Se stai iniziando a produrre contenuti video di qualità sicuramente ti sei scontrato con il problema di trovare delle musiche adatte per i tuoi lavori. Avrai pensato: <<Posso usare per scopi commerciali anche musiche con i diritti tutelati dalla SIAE?>>. Si ma la trafila per chiedere l’autorizzazione agli artisti e i costi ti hanno sconfortato. Ecco che allora qualcuno ti ha parlato di musiche con licenza royalty free, ovvero opere che dal punto di vista dello sfruttamento non hanno limiti di tempo e di spazio e senza dover sostenere ulteriori costi dopo il primo acquisto, una tantum. Bello, vero? Tra le piattaforme online che offrono una licenza di questo tipo c’è proprio Artlist, che si è imposto come leader nel settore. I brani offerti da Artlist sono di altissima qualità, tanto che ormai non è più raro sentirli in una pubblicità in tv o in radio. Da un lato questo è molto bello perché permette anche ai piccoli produttori di contenuti di accedere con pochi soldi alle stesse musiche delle grandi produzioni. È anche vero, però, che sempre più di frequente alcune di queste musiche sono usate e riusate in tanti contesti molto noti e la tua scelta musicale rischia di essere “già sentita”. A parte questo, però, stiamo parlando di un grande archivio nel quale, se attingerai con sapienza, potrai trovare sempre nuovi brani interessanti, che renderanno i tuoi lavori davvero speciali. Visita ora Artlist: https://artlist.io/ https://vimeo.com/583904757 Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci informazioni o ricevere una consulenza gratuita su come sfruttare al meglio questo software o per ricevere un preventivo senza alcun impegno.
Arte TV – Il network televisivo gratuito e on demand

Immagina un canale di opere audiovisive in 6 lingue di altissimo livello – come serie, documentari, concerti e tanto altro – al quale puoi accedere gratis e comodamente con il tuo smartphone o con il tuo computer. Interessante, vero? Se ancora non conosci questo network, tutto questo è Arte.TV ! L’obiettivo di questo network è promuovere temi sociali e culturali: lo sviluppo sostenibile e la lotta contro le disparità sociali, culturali, economiche, geografiche, di genere o legate alla disabilità. ARTE (acronimo di Association Relative à la Télévision Européenne, Associazione Relativa alla Televisione Europea) è una rete televisiva franco-tedesca a vocazione europea di servizio pubblico, nata il 30 Maggio 1992. Un progetto co-finanziato dall’Unione Europea per favorire la diffusione multilingue di contenuti audiovisivi di qualità. https://vimeo.com/582142403 Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci informazioni o per ricevere un preventivo senza alcun impegno.
Viola torna a casa

Non ha molto senso soffermarci sulle statistiche. Come capita in tanti altri ambiti della vita, i numeri dicono tanto ma non dicono tutto. Oggi, nella Giornata contro la violenza sulle donne, per quale motivo dovremmo pensare solo ai numeri? “Ci sono stati meno femminicidi dell’anno scorso! C’è più sicurezza!” gridano alcuni, altri invece urlano l’esatto contrario. Di fatto, dall’inizio dell’anno fino al 25 ottobre 2023, i femminicidi in Italia sono arrivati a 100. Numero che, purtroppo, oggi è ancora più alto per via degli ultimi fatti di cronaca. Il tema dalla violenza di genere è molto sentito ed è inutile nasconderci dietro un dito, è un tema che interroga tutti noi. Non è un caso che proprio un film sulla storia di una donna costretta a subire percosse e umiliazioni stia trovando un così grande riscontro nel pubblico, di tutte le età. Naturalmente stiamo parlando del film di Paola Cortellesi, “C’è ancora domani”. La violenza sulle donne in termini di umiliazioni, vessazioni, percosse, aggressioni, fino addirittura ai gesti più estremi, interroga spesso anche il mondo della comunicazione, quello dal quale noi di Numidio proveniamo e che studiamo da anni. Tralasciamo, almeno oggi, lo “sfogatoio da bar” che vediamo in tv o sui profili social di qualche personaggio, più o meno noto, che cerca un metodo a buon mercato per empatizzare con i propri follower sfruttando un tema così delicato. Di violenza sulle donne, di violenza di genere e di violenza di tutti i tipi – sui bambini, sulle persone diversamente abili, sugli anziani, sugli uomini – è immerso il mondo della comunicazione e dell’intrattenimento. Non possiamo prenderci in giro. La violenza attira l’attenzione del pubblico, fa vendere, tiene incollati allo schermo e impoverisce le menti. Molti dicono che è esagerato criticare i cantanti, gli artisti, i registi, i giornalisti e i politici perché in fondo una strofa in cui una donna viene derisa è solo una canzone, un film è solo un film, una battuta volgare in tv è solo una battuta e così via. Però a questo punto ci chiediamo: “Ma come si forma la coscienza di una società, di un Paese?”. La Scuola e la Famiglia purtroppo sono in crisi e abbandonate al loro destino, lo sappiamo. Dovrebbero essere questi gli spazi di sicurezza entro i quali educare gli individui. Eppure queste mancanze non possono assolvere la gran parte degli operatori della comunicazione e degli artisti che sponsorizzano le campagne contro la violenza sulle donne per poi svilirle un attimo dopo nelle loro canzoni, nei loro film, nei loro programmi. Un percorso verso una società diversa è da compiere assieme, un passo alla volta, ognuno di noi, nei nostri territori. Naturalmente questo messaggio di cambiamento diventa sempre più forte – a livello di comunicazione – ogni volta che attrae sempre più uomini disposti a lottare seriamente affianco alle donne in questa battaglia. Tra l’altro, proprio in questi giorni, un segnale forte in tal senso arriva proprio dagli ultimi, dai dimenticati. Infatti ci ha molto emozionato un progetto contro la violenza sulle donne che è nato in carcere, da alcune persone detenute nei carceri di Rebibbia e di Regina Coeli che frequentano i corsi di stampa serigrafica che l’Associazione Made in Jail tiene nelle patrie galere da oltre 35 anni. Hanno realizzato due t-shirt che saranno messe in vendita per sostenere un progetto a favore delle donne vittime di violenza, sul quale vi terremo aggiornati. La creatività è sicuramente uno strumento potentissimo quando è messa a servizio di un fine così nobile. T-Shirt Campagna Donna Made in Jail Un altro progetto concreto e interessante da segnalare, è un sistema di videochiamate attivo 24 ore su 24 tramite Instagram che permette alle donne che non si sentono sicure nel percorrere dei tratti di strada da sole di trovare qualcuno che tenga loro compagnia e che le faccia sentire più al sicuro. Il progetto si chiama “Viola Walk Home”. La videochiamata può anche essere prenotata in anticipo, in modo tale da garantire l’assistenza di un volontario che parli la lingua dell’utente. Il servizio conta sull’aiuto di 150 volontari che parlano in totale 17 lingue. Ad oggi, Viola Walk Home è disponibile sia in Italia che in Germania. Inoltre ci sono anche 100 Punti Viola, ovvero luoghi in cui le persone in difficoltà possono rifugiarsi e ricevere supporto in caso di necessità. L’applicazione permetterà in futuro agli utenti di videochiamare i volontari, di consultare le mappe con i tragitti più sicuri e di contattare in modo rapido le Forze dell’ordine in caso di necessità. Questi progetti e questi strumenti sono preziosi ma naturalmente tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte in questa strada da percorrere tutti assieme. Screen sito web APP – VIOLA
Cosa fare per (ri)posizionarti e per promuovere la tua attività

https://vimeo.com/796926504 Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci informazioni o ricevere una consulenza gratuita su come riposizionare la tua attività.
Michele Pani: il grande mercato del golf e turismo

https://vimeo.com/763385299 Contattaci per avere maggiori informazioni Compila il form seguente per chiederci informazioni o ricevere una consulenza gratuita su come sfruttare il grande mercato del golf e del turismo di lusso.