Video emozionale aziendale: uno strumento potente per la crescita della tua attività

Perché un bel video aziendale fa crescere la tua attività? Solo perché promuove i tuoi prodotti o servizi?

Assolutamente no!

Anzi, un bel video aziendale non deve soffermarsi sui prodotti o servizi – altrimenti sarebbe un semplice spot – deve piuttosto raccontare in modo emozionale i valori che guidano la tua attività.

Ecco la grande differenza tra un video promozionale ed un video emozionale.

Però, attenzione: non c’è cosa peggiore in questo ambito di costruire artificialmente un’emozione! Il pubblico lo capisce e molto probabilmente non apprezzerà il messaggio.

Pensiamo, ad esempio, a tutte quelle aziende che inquinano sapendo di inquinare però poi nei loro video aziendali – che sembrano dei kolossal hollywoodiani – raccontano del loro amore per l’ambiente. Qualcosa non quadra!

Piccola digressione: Dal canto nostro riteniamo fermamente che alle società che operano in settori di mercato controversi e poco etici (scommesse, inquinamento, ecc.) dovrebbe essere vietata la promozione tramite video emozionali, dato il forte impatto che questi video hanno sul pubblico.

Allora cosa dobbiamo raccontare in modo corretto per emozionare il pubblico?

Il segreto è far emergere come i nostri valori aziendali e le nostre competenze risolvono dei problemi concreti ai nostri Clienti e l’emozione che ne consegue.

Vediamo un piccolo esempio pratico.

Docufilm “Diego e Erica” – Prod. Numidio

Life Cure è un’azienda del Gruppo Sapio e si occupa in particolare di assistenza domiciliare integrata.

Nel video aziendale che abbiamo realizzato per Life Cure abbiamo scelto di raccontare i valori e i servizi offerti tramite una storia reale, con delle persone reali (l’infermiera domiciliare, la famiglia del piccolo paziente e la coordinatrice) e in un luogo reale che fosse rappresentativo della provincia italiana (nella cittadina di Canino, in provincia di Viterbo) per contestualizzare e far vivere in pochi minuti l’esperienza concreta del lavoro svolto e delle importanti problematiche risolte.

Avremmo potuto anche fare un elenco dei servizi offerti dalla società ma questo non è minimamente paragonabile a quanto rimangono impressi i volti e gli scenari concreti nella mente di chi guarda.

Il ricordo dei servizi e dei valori dell’azienda è fortificato dall’emozione del racconto.

 

Raccontare una storia: storytelling

Un altro aspetto fondamentale se vuoi produrre dei contenuti audiovisivi (o scritti) per comunicare il valore di qualcosa è preoccuparti di “intrattenere”.

Cosa vuol dire esattamente? Si tratta di avere rispetto dell’attenzione che ci viene concessa ed evitare di annoiare o di essere poco comprensibili.

I grandi comunicatori sono abili nel racconto. Una storia racchiude tanti significati, personaggi, emozioni e richiama a sensazioni che coinvolgono molto di più l’interlocutore rispetto ad un semplice elenco.

Gradualità e coerenza stilistica nella narrazione

Far emozionare con un racconto dev’essere un procedimento progressivo. Essere graduali nel portare lo spettatore al centro della storia è importante.

Chiaramente non dobbiamo dilungarci in infinite introduzioni per contestualizzare la storia ma neanche essere troppo sbrigativi. Poche immagini di qualità, suoni o informazioni mirate basteranno per far entrare lo spettatore nel racconto, secondo lo stato emotivo che vogliamo trasmettere.

Mantenere una coerenza stilistica nel racconto è un altro punto fondamentale per evitare di rompere l’atmosfera.

Nel video per Life Cure avrai notato che dall’inizio alla fine il tono del racconto è sempre lo stesso, ci sono al massimo dei picchi – più seri e profondi alternati a piccoli momenti di alleggerimento – ma manteniamo sempre lo stesso tono narrativo per non perdere l’attenzione dello spettatore.

Scrivere un video aziendale emozionale oppure no?

Organizzare il lavoro per la produzione di un video ha molte fasi: trovare la giusta chiave narrativa, fare i sopralluoghi, incontrare i protagonisti, preparare le interviste, organizzare le riprese, ecc.

Però uno degli aspetti più trascurati è la scrittura della sceneggiatura e magari la realizzazione dello storyboard, ovvero le inquadrature disegnate in sequenza.

Esempio di Storyboard – Photo Credit Canva Pro

Se si tratta di un video emozionale di taglio documentaristico, però, è più corretto parlare di canovaccio, una traccia scritta pronta per essere modificata in corsa.

In un video di finzione dobbiamo scrivere, punto per punto, tutto quello che succederà e preparare il piano dettagliato di ogni inquadratura. Ma poiché spesso i video aziendali emozionali sono dei documentari brevi qui dobbiamo fare attenzione.

Prima delle riprese da un lato occorrerà senz’altro fare le nostre scrupolose ricerche e i sopralluoghi per scrivere il nostro accurato canovaccio nero su bianco ma poi dobbiamo rimanere sempre pronti a cogliere l’inaspettato durante le riprese: uno splendido scorcio, una risposta imprevista durante un’intervista, una scena fortuita, ecc.

D’altronde quando realizzi un video aziendale emozionale vale la stessa regola come per ogni altro film, il progetto si evolve giorno dopo giorno, fase dopo fase.

Infatti ogni volta che realizzi un film, in realtà, ne stai realizzando tre: c’è un film che scrivi, poi un film che giri e infine il film che monti!

 

Arrivare all’obiettivo

L’importante è che alla fine il tuo pubblico di riferimento colga il messaggio che vuoi trasmettere e che l’emozione del racconto lo spinga ad attivarsi, sia che si tratti di un video per un’azienda, per un libero professionista o per un’associazione.

Naturalmente contattaci se vuoi ulteriori informazioni su come realizzare un video emozionale per te o per un tuo Cliente, siamo a tua disposizione.

AUTORE

Matteo Morittu

Esperto di Comunicazione e Marketing, Co-fondatore di Numidio e NumidioLab

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