Analisi

Datagate Facebook e l’addio al social del divino Elon

Datagate Facebook e l'addio al social del divino Elon

Come cambieranno le politiche di privacy con l'avvento del GDPR?

 

 by Flavio Crinelli

  post 🇮🇹   time: 5min    

Il Caso

Sono giorni roventi per Mark Zuckerberg e soci. È passata più di una settimana dall’uscita della notizia shock sulla sottrazione dei dati personali di milioni di utenti da parte dell’ormai famosa agenzia Cambridge Analytica e il malcontento ancora non si placa, anzi la situazione peggiora.

Sono infatti molte le persone che in queste ore stanno cancellando i propri account o minacciano di farlo nel caso in cui non vengano applicati maggiori sistemi di sicurezza.

A far scalpore sono ovviamente i personaggi famosi che hanno deciso di abbandonare la piattaforma social per eccellenza dopo lo scandalo avvenuto; su tutti l’imprenditore visionario Elon Musk, considerato una delle persone più influenti dell’attuale periodo storico.

datagate facebook - mark zuckerberg

Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook Inc.

datagate facebook - elon musk

Elon Musk, imprenditore visionario (Tesla Motors, Space X, Paypal, etc.)

datagate facebook - Alexander Nix

Alexander Nix, attuale CEO in sospensione di Cambridge Analytica

 

Dopo un acceso diverbio scatenato da diversi utenti Twitter che lo hanno incalzato chiedendogli di rimuovere le pagine Facebook delle sue aziende Space X e Tesla Motors, Musk ha deciso di accettare l’invito e dopo pochi minuti, le due pagine Facebook risultavano irraggiungibili.

Piccolo aneddoto sull’accaduto: a far scatenare il delirio su Twitter è stato Brian Acton, cofondatore di Whatsapp e noto critico del “sistema Facebook”, che nelle ore successive al datagate ha lanciato l’hashtag #deletefacebook, invitando gli utenti a cancellarsi da Facebook. Provocazione raccolta proprio dal "divino" Elon.

 

datagate facebook tweet elon musk

 

 

A dar seguito alla fuga da Facebook ci ha pensato la famosa band britannica Massive Attack, nota per il suo attivismo politico, dichiarando di lasciare provvisoriamente Facebook considerando la mancanza di attenzione per la privacy e augurandosi che possano risolversi tali problemi.

 

La posizione di Facebook

Zuckerberg domenica scorsa ha inviato una lettera di scuse ai principali quotidiani britannici. Di seguito il contenuto della lettera.

"Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni. Se non siamo in grado di farlo, non le meritiamo. Potreste aver letto di una app progettata da un ricercatore universitario che nel 2014 ha permesso la raccolta di informazioni di milioni di persone. Abbiamo tradito la vostra fiducia e mi dispiace che in quel momento non riuscimmo a fare di più. Ora stiamo prendendo tutte le misure necessarie per impedire che accada ancora. Abbiamo tolto ad app come quella la possibilità di raccogliere così tante informazioni. Ora stiamo limitando la quantità di informazioni che le app ricevono quando vi iscrivete usando Facebook. Stiamo anche controllando tutte le app che hanno avuto accesso a grandi quantità di dati prima che sistemassimo questi problemi. Ci aspettiamo di trovarne altre. Quando le troveremo le bloccheremo e informeremo tutte le persone coinvolte. Infine, vi ricorderemo quali sono le app a cui avete dato accesso alle vostre informazioni, così che possiate bloccare quelle che non vi servono più. Grazie per la fiducia in questa comunità. Vi prometto che faremo meglio."

Nuovi regolamenti privacy, cosa cambia? Sarà possibile in futuro un altro scandalo del genere?

Il 25 maggio 2018 entrerà in vigore il GDPR, il nuovo Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali e servirà per uniformarechiarire e armonizzare i processi e le attività riguardanti la protezione dei dati personali in tutto il territorio della Comunità Europea, con particolare attenzione verso alcune urgenze create dagli ultimi sviluppi tecnologici. Le norme del regolamento saranno applicate anche per tutte le aziende che hanno sede al di fuori della CE, ma che di fatto operano nel mercato europeo

Lo scandalo sui dati rubati a Facebook, usati per manovrare il consenso politico dell'elettorato americano, sembra preannunciare un cambiamento di tendenze rispetto agli ultimi anni nei quali, approfittando di leggi approssimative, molte aziende hanno fatto dei dati personali dei propri utenti quel che volevano. Il nuovo regolamento introdurrà leggi più dure e obblighi più consistenti per le aziende, che saranno tenute a formarsi e a responsabilizzarsi maggiormente su questi temi.

Le aziende in particolare saranno tenute a:

  • proteggere i dati personali raccolti con misure di sicurezza appropriate;
  • segnalare alle autorità eventuali violazioni riguardanti i dati personali;
  • ottenere il permesso per l’elaborazione dei dati degli Utenti;
  • conservare la documentazione dettagliata sull’elaborazione dei dati;
  • fornire avvisi chiari sulle modalità della raccolta dati;
  • evidenziare gli scopi dell’elaborazione e definire i tempi e i criteri di conservazione

 

Data Breach

Un aspetto importate del GDPR riguarda il Data Breach, ovvero la violazione dei dati personali di un'azienda. Tra le novità infatti vi è un ampliamento delle norme, estendendo il concetto di violazione anche per quelle violazioni che possono accadere in modo accidentale. Prima del GDPR per Data Breach s'intendeva solo la sottrazione volontaria dei dati.

Nel nuovo regolamento, le attività che rientrano nel Data Breach sono:

  • la distruzione dei dati personali;
  • la perdita dei dati personali;
  • la modifica dei dati personali;
  • la divulgazione non autorizzata dei dati personali;
  • l'accesso non autorizzato ai dati personali.
datagate facebook - scelta

Futuro e perplessità

Sono molti a chiedersi se in futuro sarà possibile un altro scandalo del genere e per noi che lavoriamo nel settore informatico questo dibattito deve rimanere una priorità. La salvaguardia della privacy e dei dati personali di tutte le persone deve essere alla base di ogni attività on-line e off-line.

Le perplessità sono mille. In un mondo così connesso e digitalizzato i rischi di calpestare i diritti delle persone sono altissimi. Ogni giorno cediamo parte dei nostri dati personali per poter utilizzare nuove App, o per fare acquisti e spesso lo facciamo inconsapevolmente. Purtroppo fino ad oggi questi dati personali sono stati usati anche come moneta di scambio tra grandi aziende, puramente per fini commerciali.

Oggi con il datagate di Facebook e Cambridge Analytica qualcosa è andato storto. Il tema dei dati personali è sulla bocca di tutti ed è abbastanza peculiare come questa tempesta si sia scatenata a pochi mesi dall'introduzione dei nuovi regolamenti. Dobbiamo però prendere questo spunto per fermarci e fare una riflessione significativa sul valore dei nostri dati e della nostra privacy. Dobbiamo essere più consapevoli delle nostre azioni in particolare sul web, magari moderando l'uso dei social network e abbandonando cattive abitudini che mettono a rischio la nostra privacy o la nostra persona in un senso più lato.

Questi input mi spingono verso lidi molto ampi e complessi, ma anche molto affascinanti. Credo fortemente che internet e il digitale siano una grande opportunità di crescita culturale e sociale e per sfruttarli al meglio bisogna sviluppare delle capacità adeguate e una giusta consapevolezza delle tante sfaccettature che l'ambiente digitale ci propone. Sia negative che positive. Bisogna formarsi ed informarsi se vogliamo realmente utilizzare questi strumenti nel modo giusto e metterli al servizio della società.

Nel contempo credo che, come abitanti del mondo di questo momento storico, siamo obbligati a sviluppare tali conoscenze e responsabilizzarci di fronte alle sfide che l'innovazione tecnologica ci impone. Solo così avremo piena cognizione sulla tutela dei nostri diritti e in caso contrario sapremo come difenderci.

Note sull'autore:

Flavio Crinelli è co-fondatore di Numidio ed esperto di Digital Marketing e Social Media Management. Si occupa da anni della gestione di campagne marketing sul web, della creazione di contenuti per i social media e di sviluppare percorsi formativi in questi settori.

 

Foto credits post "Datagate Facebook": Header Photo by Jon Tyson on Unsplash