8 Errori da evitare nel Public Speaking

8 Errori da evitare nel Public Speaking

Se voce e comunicazione sono il tuo pane quotidiano, ti sarà certamente capitato di dover affrontare un discorso in pubblico!

A volte ti avrà dato enorme soddisfazione, altre, invece, avrai avuto la sensazione di non appassionare realmente la tua audience come avresti voluto.

Hai provato a chiederti cosa non ha funzionato?

In generale, ci sono alcune accortezze da tenere bene in considerazione quando prepariamo il nostro speech. Cadere nel “tranello” di commettere alcuni errori è davvero comune, dunque oggi voglio dirti quali sono gli errori che devi assolutamente evitare per migliorare la tua comunicazione in pubblico!

Importanza della respirazione – Photo Credit Canva Pro

1) LA GATTA FRETTOLOSA…

La primissima cosa ad essere trascurata nei discorsi in pubblico è il senso del ritmo. In realtà, il ritmo è un grande alleato della comunicazione e permette, se ben calibrato, di tenere viva l’attenzione del nostro pubblico. Se parliamo in modo particolarmente concitato ed abbiamo fretta di finire il nostro discorso, ad esempio, risulteremo approssimativi e poco interessati al nostro pubblico oppure molto agitati! Se, invece, siamo flemmatici… beh… inizieremo a scorgere tra i presenti sbadigli e occhiate all’orologio. Non una bella sensazione, no?

Sai perché le montagne russe sono così eccitanti per moltissime persone? Perché le grandi altezze e le velocità vertiginose sono alternate alle fasi di discesa e rallentamento: tienilo a mente, quando scrivi il tuo discorso!

2) LA DIVINA COMMEDIA

A meno che tu non sia Dante e non ti sia perso in un limbo onirico tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, evita di scrivere un discorso lunghissimo e con tante divagazioni. Spesso crediamo ci sia bisogno di utilizzare molte parole, magari particolarmente forbite, per essere più di impatto. In realtà invece produciamo nel nostro pubblico l’effetto contrario, ovvero una enorme confusione! Specialmente se sei alle prime armi, dunque, ti consiglio di scegliere bene le tue parole ed utilizzarne poche, ma con consapevolezza!

Ti riporto una lezione che ho appreso da un libro spirituale che ho amato tantissimo “Il mondo dei desideri” di Igor Sibaldi: Se ci vogliono più di sette parole per esprimere un tuo desiderio, allora devi riformularlo!

3) PRISENCOLINENSINAINCIUSOL

Se nel tuo discorso prevedi di utilizzare termini in inglese o in un’altra lingua che non è la tua, ti prego: VERIFICA come si pronunciano! A meno che, ovviamente, tu non abbia la piena padronanza di quella lingua! Strafalcioni e gaffes sono divertenti nella vita di tutti i giorni, ma durante un discorso in pubblico distolgono totalmente l’attenzione della tua platea dai concetti che stai cercando di esprimere!

4) PAROLA DI ESPERTO!

Non conta quanto il tuo linguaggio possa essere colto: se hai commesso l’errore di non “analizzare” e non studiare il tuo pubblico prima di un discorso, avrai fatto davvero un buco nell’acqua. Utilizzare vocaboli particolarmente ricercati potrebbe infatti provocare un senso di inadeguatezza nelle persone che ti stanno ascoltando ed il tuo messaggio potrebbe essere frainteso o del tutto non compreso.

Del resto, Albert Einstein diceva che non hai davvero la piena padronanza di un concetto se non sai spiegarlo anche a tua nonna, ricordi?

Consigli – Photo Credit Canva Pro

5) IL RE DEL GOSSIP

Talvolta mi è capitato di assistere a discorsi di oratori che denigravano e prendevano in giro il lavoro di altri colleghi. Ora, una battuta detta con ironia può essere un ottimo apripista, questo lo sappiamo, ma il mio consiglio è sempre quello di focalizzarti sul tuo messaggio, sulle tue proposte ed il tuo percorso. Parlare male dei tuoi competitor durante una presentazione non ti aiuterà a fare breccia sul cuore del tuo pubblico: te lo assicuro!

6) STÈFANO o STÉFANO?

Se non hai mai fatto dizione e sei anche tu di Roma, proprio come me, preparati ad inorridire: la corretta dizione del nome “Stefano” è quella non la “e” chiusa. Stéfano. Sono passati molti anni dalla mia laurea in Recitazione, eppure questa cosa continua a farmi rabbrividire!

Ma quanto è importante la dizione in un discorso in pubblico?

A mio avviso, aver lavorato sulla propria dizione ha una buona dose di importanza. Innanzitutto, perché ottimizzare la dizione e la pronuncia delle parole influenza indirettamente anche l’uso stesso della voce, riducendo gli sforzi vocali e le abitudini dannose a lungo andare. E poi, perché una voce educata è davvero molto piacevole da seguire. Questo non vuol dire che per avere successo come public speaker dovrai snaturarti o rinunciare al tuo dialetto, anzi: la tua cadenza sicuramente può identificarti e può rafforzare la percezione della tua personalità in pubblico.

Quel che è necessario, a mio avviso, è avere una buona infarinatura per poter parlare in modo gradevole ed armonioso, senza necessariamente aspirare a diventare un elegante declamatore!

7) VIA LE MANI DAGLI OCCHI!

Guarda il tuo pubblico! Lo so che è terrorizzante, difficile, imbarazzante, ma cerca di stabilire un contatto visivo con chi ti sta ascoltando! Se ne hai proprio tanto timore, prova ad esercitarti registrando i tuoi discorsi e guardandoti in video, come fossi un estraneo. Quando ti riguardi, focalizzati sui tuoi occhi. Abbi coraggio di guardarti negli occhi e la paura di guardare il tuo pubblico svanirà! Puoi anche farti aiutare da amici o parenti. Esercitati davanti a loro prima di affrontare il tuo pubblico. Se stai pensando che è inutile, perché tanto con loro hai già confidenza… beh… provaci, e fammi sapere se dopo averlo fatto il tuo pensiero resta lo stesso!

8) MEGALOMANIA PORTAMI VIA

Quando ci si approccia ad una platea, l’errore più grave che si possa commettere in assoluto è quello di ignorarne le esigenze. Se ti capita di fare un discorso in pubblico cerca sempre di focalizzarti sul messaggio che vuoi trasmettere, fai sì che il tuo discorso rappresenti un valore aggiunto nella giornata e nella vita di coloro che hanno scelto di dedicarti il loro tempo.

Da attrice voglio “regalarti” una frase di una delle personalità che più mi hanno ispirato nella mia vita artistica: Judith Malina. Lei diceva sempre nei suoi seminari che non c’è cosa peggiore di un attore senza messaggio. Non c’è cosa peggiore di un comunicatore che non ha a cuore il suo pubblico.

Ecco i miei consigli per potenziare le tue abilità comunicative! Come al solito, se hai bisogno di supporto o vuoi condividere con me la tua esperienza, scrivimi! Non vedo l’ora di conoscere la tua storia!

AUTRICE

Valentina Rettaroli

Docente di voce artistica e esperta di public speaking

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